Il Karate e le donne

Okinawa Club Karate

Karate Shotokan e difesa personale. Direzione tecnica: M° Bruno Russo Palombi

Karate Shotokan

Corsi per bambini adulti e ragazzi

Difesa Personale

Metodo di difesa SSD creato e perfezionato dal M° Bruno Russo Palombi

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Il rivoluzionario metodo di allenamento sviluppato da Scott Sonnon e Andrea Gallazzi

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Oggi, molto diversamente dal passato, sempre più donne praticano il karate.Non credo che sia particolarmente utile chiedersi il perché, tuttavia sono proprio le donne che pensano di avvicinarsi a questa pratica che domandano se può essere opportuno lasciarsi affascinare.Dal punto di vista strettamente legato alla tecnica di sicuro non c’è nessuna controindicazione. Anzi le donne, per le loro caratteristiche fisiche, risultano avere una agilità e abilità che le predispongono positivamente alla pratica del karate.Quello che chiedono spesso le praticanti è di poter praticate essendo considerate come il resto del gruppo formato dall’altro sesso, ma penso che tale discriminazione risieda più nella loro volontà di affermarsi come individuo “alla pari” , che nei compagni di allenamento o nel maestro. E credo che questo sia il frutto di pregiudizi e informazioni errate.Di sicuro generalmente si pensa alla pratica del karate come ottimo metodo per difesa personale, ma ritengo opportuno sottolineare che non deve essere questo l’unico aspetto da valutare.Caratteristiche come l’acquisizione di una profonda conoscenza del proprio corpo, l’accettazione dei propri limiti e l’esaltazione delle proprie capacità sono solo alcuni degli elementi che si affiancano ad un percorso che mette in relazione le abilità fisiche a quelle mentali.Molti possono pensare che il karate possa compromettere i comportamenti legati alla femminilità, a questo proposito cito un intervento risalente al  secondo Congresso di Medicina dello Sport tenutosi lo scorso luglio 2003 della endocrinologa Maria Luisa Brandi, docente all'Università di Firenze e tra i massimi esperti in materia di osteoporosi e di medicina sportiva in Italia: «Qualcuno si arrabbierà ma diciamo la verità: meno danza classica e più atletica, meno cavallo e più Arti Marziali, meno sci e più nuoto. "Bambine, l'800 è finito, ditelo ai vostri genitori. Per crescere bene occorrono una buona struttura muscolo-scheletrica ed un fisico equilibrato"» «Per una ragazza è essenziale imparare le Arti Marziali: oltre al fatto che servono all'autodifesa di cui si può sempre aver bisogno, sono discipline complete, danno una concentrazione straordinaria, fiducia in se stessi, senso dell'equilibrio e concezione dello spazio che sono i requisiti primi dell'eleganza del portamento...»

Per completezza di informazione aggiungiamo cenni storici riguardanti le donne nelle arti marziali e alcuni pareri discordanti di grandi maestri:

La lista dei contributi femminilli alle arti marziali non è affatto breve.

 

Cominciamo dal queste tre rappresentanti:

Ng Mui

Leggendaria sacerdotessa, sfuggita alla distruzione del monastero Shaolin di Fujian. Diventò celebre per aver crato uno stile personale basato sull’osservazione dei comportamenti degli animali in combattimenti, in particolare prese spunto osservando una lotta tra un serpente e una gru. Si narra che utilizzò il suo metodo di combattimento per resistere alle insistenzi avances signore della guerra locale.

Yim Wing-Chun

Allieva di Ng Mui.Dopo la creazione del suo stile personale, Ng Mui trasferi’ le sue esperienze ad una altra donna: Yim Wing-chun. Dal suo nome deriva lo stile reso popolare in occidente da Bruce Lee.

Yonamine Chiru

Nel karate di Okinawa si ricorda la figura di Yonamine Chiru, moglie di “Karate” Sakugawa, maestro di Matsumura e caposcuola dello Shuri-te, che l’avrebbe sposata dopo essere stato sconfitto da lei in combattimento.

 

Alcune dichiarazioni di grandi maestri

Nakayama:

“Perché le donne devono fare le gare, farci vedere chi vince o non vince? Nei combattimenti occidentali, come la boxe o la lotta, non esistono gare femminili. Perché nel karate? Per il momento io non posso credere che le donne debbano fare gare di kumite. Possono raggiungere lo stesso risultato attraverso strade diverse”.

Shirai:

“Le donne sono tecnicamente molto precise. Io considero più importante praticare un buon karate, fondamentali e kata, che il kumite sportivo. A mio avviso non troppe donne dovrebbero praticare il kumite, anche se alcune donne hanno buone tecniche per il combattimento libero”.

Kanazawa:

“Non c’è una ragione precisa, ma credo che nell’universo esistano due poli, il positivo e il negativo. L’uomo è il positivo, la donna è il negativo: la donna non è fatta per il combattimento”.

Yamaguchi:

“Ritengo che togliere il kumite alle donne sarebbe come escluderle da una buona parte del Karate-Budo. Per una donna inoltre il kumite riveste doppia importanza, in quanto le offre un ottimo mezzo di difesa personale. È importante che le donne imparino lo stesso spirito del karate e ricerchino lo stesso fine, che è comune a uomini e donne”.