Kanku Dai

Okinawa Club Karate

Karate Shotokan e difesa personale. Direzione tecnica: M° Bruno Russo Palombi

Karate Shotokan

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Kusanku è un nome proprio, quello del militare cinese che sbarcò ad Okinawa nel XVIII secolo (testimonianza, peraltro controversa, nel cosiddetto Giornale di Oshima, datato 1762 e cfr. Tokitsu 2001 p. 32-34 e, infra, la ‘cronologia del karate’). La leggenda vuole che il famoso Tode Sakugawa ed un certo Yara del villaggio di Chatan abbiano tramandato, in forma assai differente, gli insegnamenti di Kusanku.
Dalla linea Sakugawa discenderebbe il kata arrivato a Matsumura (che alcuni ritengono, probabilmente a torto, allievo di Sakugawa) e rivisitato prima da Itosu, poi dai suoi allievi; dalla famiglia Yara, attraverso forse un nipote, il kata fu trasmesso a Chutoku Kyan e passato nel Tomari-te fino ai giorni nostri. Kosokun-sho / Kankusho è probabilmente una creazione di Itosu. Tutte le versioni di Kusanku sono molto lunghe (Chatan Yara Kushaku è più lungo e complesso del Kusanku-dai di Itosu); tutte prevedono comunque il caratteristico movimento iniziale di apertura delle braccia a cerchio, che forse simboleggia l’armonia universale o la mancanza di armi (secondo la scuola Matsumura Seito, lo spostamento circolare verso l’alto indica invece il gesto di togliersi il fermacapelli, utensile indispensabile nell’acconciatura tradizionale dei nobili, per utilizzarlo come arma), sia la caratteristica forma di guardia chiamata ura-kamae. Ritenuto il kata fondamentale della linea shuri-te, alcuni passaggi del Kusanku hanno fornito ad Itosu lo spunto per la creazione dei 5 pinan / heian di base.