Il Kumite

Okinawa Club Karate

Karate Shotokan e difesa personale. Direzione tecnica: M° Bruno Russo Palombi

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Difesa Personale

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Il combattimento (Kumite)

Gichin Funakoshi disse: "Non ci sono dispute nel Karate". Prima della seconda guerra mondiale, in Okinawa, il kumite non era parte integrante dell'insegnamento. Shigeru Egami riferisce che, nel 1940, alcuni karateka furono cacciati dal dojo perché usavanocombattere facendo a pugni.

Caratteristiche Kumite del Karate: i colpi, ad eccezione del Kyokushinkai (e degli stili a contatto pieno da esso derivati), non vengono affondati alla ricerca del knockout (KO) dell'avversario, ma vengono arrestati per ovvi motivi di incolumità. Le tecniche tuttavia, devono dimostrare il loro potenziale ed essere eseguite, arrestandole con controllo per non arrecare eccessivi danni. Ciò è possibile grazie ad un adeguato allenamento e ad un opportuno regolamento di gara. Quest'ultimo infatti prevede, in linea di massima, un lieve contatto a livello addominale, nessun contatto con tecniche di braccio al volto e un lievissimo contatto con tecniche di calcio al volto (anche se esistono vari regolamenti e, per esempio, in alcune federazioni e in determinati stili il contatto è consentito). L'eventuale ausilio di protezioni preventive (conchiglia, paradenti, corpetto, paratibia-piede, guantini) e l'adozione di sanzioni adeguate e di opportune norme completano il regolamento nella massima tutela dei praticanti. Negli anni cinquanta il maestro Mas Oyama creò il Kyokushinkai (Full Contact Karate) e da esso, successivamente, si svilupparono molti altri stili che facevano del contatto pieno il loro punto di forza. Oggi, grazie a questi modi di intendere il karate, si ha la possibilità di combattere in maniera più realistica e funzionale, anche attraverso il KO.

 

Condizionamenti

Il karate di Okinawa usa un addestramento supplementare noto come Hojo und. Questo utilizza una semplice attrezzatura fatta di legno e pietra. Il makiwara è uno degli attrezzi più usati (allenamento all'impatto dei colpi). Il "nigiri game" è un grande vaso usato per rinforzare la presa di mani e dita. Questi esercizi supplementari sono progettati per aumentare forza, capacità di resistenza, velocità e coordinazione muscolare. Il karate sportivo enfatizza esercizio aerobico, anaerobico, potenza, agilità, flessibilità e gestione dello stress. Tutte le pratiche variano a seconda delle scuole e degli insegnanti

Il kumite è il combattimento vero e proprio, un'attività nella quale due avversari si attaccano e difendono vicendevolmente utilizzando le tecniche del karate.

Per capire meglio di cosa si tratta, è necessario preliminarmente fare alcune distinzioni. In prima approssimazione distinguiamo il combattimento formale o convenzionale da quello libero, e questi dal combattimento sportivo.

 

Il combattimento formale o convenzionale

Questo tipo di combattimento necessita di un controllo costante delle tecniche poiché l'attacco deve bloccarsi ad una distanza compresa tra tre e gli zero centimetri dall'avversario e tuttavia deve essere praticato con il kime.

Kime si può tradurre come "decisione estrema", cioè l'espressione dell'efficacia massima delle tecniche corporee. Due nozioni sono racchiuse all'interno di quella di kime : quella di perfezione estrema e quella di grado di forza elevato fino al limite.

I due avversari allora elaborano alternativamente l'attacco e la difesa. Esistono tre forme abituali di combattimento convenzionale:

  • Kion kumite
    Consiste in un attacco e una parata semplici scelti fra le tecniche di base e predeterminati, ripetuti da tre a cinque volte.

A seconda del numero di passi (ripetizioni) si avranno:
Gohon Ippon Kumite: combattimento fondamentale a cinque passi in cui i due atleti si dispongono frontalmente alla distanza di un pugno, uno dei due partendo dalla posizione di guardia (kamae ) esegue gli attacchi facendo cinque passi avanti mentre l'altro effettua cinque parate arretrando ed infine contrattacca sul posto con un pugno a livello medio (chudan giaku zuki ).
Sanbon Ippon Kumite: combattimento fondamentale a tre passi in cui i due atleti sono sempre disposti frontalmente alla distanza di un pugno, uno dei due attacca facendo tre passi avanti e l'altro arretra facendo tre parate ed infine contrattacca sul posto.

Esempio:

attacco pugno alto (oitzuki jodan ) - parata alta (age uke ); 
attacco pugno medio (oitzuki chudan ) - parata a livello medio (soto uke );
attacco calcio frontale (maegeri ) - parata bassa (gedan barai ) e contrattacco pugno medio (chudan gyaku tzuki).

In questo tipo di combattimento si impara la concordanza delle cadenze che è il livello più elementare, allenandola in modo ripetitivo e inoltre si imparano a valutare i concetti di "distanza " e di "intervallo di tempo ".

  • Kihon Ippon Kumite
    Consiste in un attacco predeterminato con parata e contrattacco liberi, eseguito una sola volta e applicando un'ampia gamma di tecniche nella loro forma più pura. I due momenti essenziali sono l'attacco e il contrattacco; bloccaggi e schivate servono per impostare nel modo migliore i contrattacchi, non sono cioè importanti di per sé, ma mirano a creare nell'avversario un momento di vulnerabilità durante il quale potrà aver luogo il contrattacco. In questa forma di combattimento si esercita la percezione degli intervalli di tempo esercitandosi con tecniche sempre varie e non sempre prevedibili. Nel corso dell'addestramento i combattimenti non superano la portata limite e mantengono una distanza di sicurezza, il cui margine però è assai esiguo.

  • Jyu Ippon Kumite
    Si tratta di un attacco con parata e contrattacco. Qui il primo attacco può essere predeterminato o libero; bloccaggio schivata e contrattacchi sono invece sempre liberi. La distanza di sicurezza viene superata dai combattenti che però rimangono obbligati a controllare gli attacchi e a fare in modo di evitare la parata dell'avversario. La tensione con la quale lavorano i due avversari è altissima tanto da avvicinarla molto a quella di un combattimento reale. Quando l'avversario attacca con determinazione e con una tensione molto elevata, è necessario che la reazione abbia una tensione almeno pari alla prima. Allo stesso livello di tensione dei due avversari, svolge allora un ruolo determinante la tecnica.

Il combattimento libero

Nel combattimento libero tradizionale gli avversari lavorano controllando gli attacchi, lo fanno liberamente seppur nel rispetto di certe convenzioni perché comunque non si tratta di un combattimento reale. Nel combattimento, libero occorre in primo luogo perfezionare la capacità di controllo, la percezione dei movimenti e la percezione degli attacchi dell'avversario.  Nel combattimento libero si cerca di integrare la valutazione della distanza con la scelta di tempo e ritmo di esecuzione nella totalità delle tecniche pur restando all'interno della convenzione. Le abilità che si esercitano, consentono di arrivare alla vittoria, da una parte individuando i momenti di vuoto dell'avversario, e dall'altra valutando correttamente sia la distanza che il tempo di esecuzione insieme alla percezione degli istanti di pericolo e di sicurezza. Nel karate gli istanti di sicurezza sono quelli in cui la mano o il piede di un avversario non ci toccano anche se si trovano a distanza molto ravvicinata, e questa è un'analogia rispetto al combattimento con la sciabola. La valutazione rigorosa ed esatta della distanza spaziale e temporale come l'assimilazione e la padronanza dei diversi ritmi sono gli obiettivi da svilupparsi nel metodo di progresso.

"L'obiettivo sarà allora quello di acquisire una maturità della propria coscienza che consenta di esistere più intensamente nel tempo e nei gesti del combattimento" .

 

Video Kumite JKA