La mano

Okinawa Club Karate

Karate Shotokan e difesa personale. Direzione tecnica: M° Bruno Russo Palombi

Karate Shotokan

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Difesa Personale

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La mano è quella parte del nostro corpo che più subisce i diretti contatti. Sia aperta che chiusa, la mano è l'elemento primario da utilizzare in molteplici varietà d'azione. Esercitare la mano significa rafforzare anche la resistenza delle articolazioni e delle terminazioni nervose. Per indurirla e irrobstirla ci si allena al makiwara, ma soprattutto occorre eseguire bene la tecnica al fine di evitare banali lussazioni o distorsioni, abituando il pugno a restare in posizione ideale-ottimale, coinvolgendo nel movimento tutto il braccio e il gomito e, mantenendo il dorso in riga con l'avambraccio, il polso e parte delle spalle. Nel karate moderno e principalente nel kumitè sportivo, la mano va tenuta serrata con il pollice formando il pugno; occorre colpire con le nocche dell'indice e del medio (SEIKEN), ove prevale la tecnica del GYAKU ZUKI (pugno contrario alla gamba avanzata), o col dorso (URAKEN).

Uraken1

Il Maestro Funakoshi lo chiamava il "cuore" del karatè poiché, di tutte le tecniche di mano, il seiken è senz’altro la più impiegata. La parte usata è costituita dalle nocche dell’indice e del medio e da circa la metà delle prime falangi sottostanti. Per usare questa area correttamente, il polso deve essere particolarmente esercitato a trasmettere in maniera appropriata la potenza derivante dall’intero corpo. E’ molto facile per un principiante eseguire il seiken flettendo il polso; ciò può danneggiare l’articolazione, qualora la tecnica non sia eseguita a vuoto, come capita per esempio nella pratica del makiwara.

 

La mano può essere aperta o chiusa.