Mano chiusa

Okinawa Club Karate

Karate Shotokan e difesa personale. Direzione tecnica: M° Bruno Russo Palombi

Karate Shotokan

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Difesa Personale

Metodo di difesa SSD creato e perfezionato dal M° Bruno Russo Palombi

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Il rivoluzionario metodo di allenamento sviluppato da Scott Sonnon e Andrea Gallazzi

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Priorità assoluta nella mano chiusa è la formazione del pugno. Le falangette della mano sono piegate fortemente sulle falangi, in modo che le dita, affondino sul cuscinetto carnoso del palmo alla base di esse stesse. Il pollice che ha l'obbligo di serrare le quattro dita è ripiegato con estrema forza sull'indice e sul medio, in modo da formare un unica arma. A questo punto la mano è chiusa completamente ma, è chiaro che ciò non basta; infatti il pugno ceh abbiamo ottenuto necessita ancora di alcuni perfezionamenti affinchè possa essere chiamato tale. Per diventare una tecnica di potenza spaventosa, il pugno deve essere allineato correttamente con l'avambraccio irrigidendo il polso; in tal modo la sua azione coinvolge l'intero braccio. Pertanto bisogna fare attenzione al momento dell'uso. Anche se il pugno è correttamente allineato e quindi capace di sprigionare tutta la sua potenza, diventa superfluo e privo di ogni risultato se, non è abbastanza allenato. Gli attrezzi indispensabili sono il MAKIWARA e il SACCO grazie ai quali, è possibile con il ripetuto allenamento formare un callo osse-epidermico all'altezza delle nocche, dell'indice e del medio; piegando leggermente l'allineamento polso-pugno verso il mignolo, si ottiene SEIKEN o pugno diretto.

Seiken

Seiken

 

Lo stesso pugno, se usato col dorso ma con angolazione diversa, diventa URAKEN, molto diffuso nel combattimento sportivo. In tal caso, oltre alle nocche dell'indice e del medio, intervengono anche i metacarpi nel momento dell'impatto.

Uraken

Uraken

 

Se invece viene usato il fondo del pugno dalla parte del mignolo, si ha il "martello di ferro", detto TETTSUI o KENTSUI. Tale pugno è di notevole resistenza perchè permette di colpire punti molto duri; infatti la superficie utilizzata è più ampia e il muscolo in oggetto risulta determinante grazie alla continua apertura e chiusura della mano, che permette la produzione del callo epidermico. TETTSUI o KENTSUI è vietatissimo nel kumite per la pericolosità che può produrre ma, trova maggior riscontro nell'applicazione del KHION.

tettsui

Tettsui

 

Ude (la parte dell'avambraccio costituita dall'articolazione del polso) si può ritenere una variante al KENTSUI, molto usata principalmente nelle parate.

Al pugno chiuso possiamo aggiungere ancora alcune varianti con cui si diminuisce la superficie di impatto producendo un effetto di maggiore affondo nelle costole, alla gola ecc...Queste vengono considerate tecniche proibite.

Se usiamo la nocca dell'indice otteniamo IPPON KEN che è saldamente sostenuta dal pollice.

ipponken

Ippon ken

 

Se invece ad essere usata è la seconda nocca del medio ottenuta dalla falangina e dalla falangetta parliamo di NAKADAKA KEN. Il medio è contratto fortemente dall'indice anulare al mignolo, mentre l'articolazione del pollice esercita una maggiore potenza sulla falangina dell'indice; il polpastrello intercalandosi comprime la falangina dell'anulare.

nakadaka ken

Nakadaka ken 

 

L'ultima variante al SEIKEN è rappresentata da HIRAKEN o pugno a quattro nocche. Con tale colpo intervengono la seconda articolazione delle quattro dita indice-medio-anulare-mignolo. Mantenendo l'allineamento di SEIKEN, si fanno fuoriuscire dal cuscinetto carnoso del palmo, le falangette, in modo tale da ottenere il pugno richiesto.

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Hiraken

 

Tali colpi considerati "speciali", trovano scarsa determinazione nei Karateka attuali in quanto, le mani sono meno dure di quelle degli antichi maestri, considerate dei veri e propri coltelli.